Firenze Marathon “Il Racconto”

//Firenze Marathon “Il Racconto”

Firenze Marathon “Il Racconto”

Firenze Marathon

Il Racconto

Tutto è cominciato sotto la pioggia ed è finito sotto la pioggia. E’ andata così…IL maltempo ha concesso una tregua fino a Fiesole all’andata con sosta pranzo e incontro con la giuda per iniziare al tramonto da piazzale Michelangelo mentre alcuni  ritiravano il pettorale all’organizzazione per poi ricongiungersi e sistemarsi in hotel…primo giorno

Il sabato mattina con la nostra guida Alessandra un rapido giro della città…Mattinata fredda e limpida: dalla Fortezza da Basso alla stazione di Santa Maria Novella fino alla omonima piazza per ammirare la facciata della chiesa: tutte le visite  a Firenze dovrebbero iniziare da qui ha detto lei….che non trascurava di raccontare oltre alla grandezza della città anche gli aspetti curiosi della vita di tutti i giorni…(il pertugio dal quale ottenere il bicchiere di vino a certi orari) o le precauzioni per le pestilenze…Terminato il giro turistico a Santa Maria del Fiore il gruppo ha avuto a disposizione la rimanente parte della giornata…secondo giorno..

All’alba del terzo giorno la prospettiva che tutti temevano si è avverata quello che è prima di un diluvio ci ha accompagnato dall’uscita dell’albergo alla partenza della gara( piazzale Michelangelo): una pioggia continua a tratti sferzante, vento freddo, raffiche improvvise.Quasi diecimila partecipanti chiusi nella loro busta di plastica verde aspettavano solo di partire….

Dopo il via attraverso la città la gara si è conclusa a piazza Santa Croce: la pioggia non ha mai smesso di cadere anzi dopo mezzogiorno ha aumentato di intensità…poche volte come questa la fine ha avuto il sapore di una liberazione  i disagi non sono finiti perché il ritiro della propria sacca (con gli indumenti asciutti) era distante dall’arrivo e lo spazio per cambiarsi era esiguo

Più che una maratona una lezione a scuola di sopravvivenza…

Tornati all’albergo doccia calda e ritorno non senza l’ultimo brivido di una nevicata con conseguente rallentamento nell’attraversare l’Appennino…

Però eravamo tutti sereni e ci siamo salutati cordialmente all’arrivo a casa… alla prossima

Massimo Renier

Scritto da |2010-11-30T22:51:24+00:0030 Novembre 2010|News|0 commenti