Traversata dei Colli Euganei:Il Racconto

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Traversata dei Colli Euganei:Il Racconto

Traversata dei Colli Euganei

Collinare Km 42

Villa di Teolo (PD) Domenica 11 Aprile

Attraversando un periodo di forma non dei migliori, visto le difficoltà che ho avuto ultimamente ad allenarmi con costanza, avevo deciso in settimana di rinunciare a partecipare alla “Maratonina dei Dogi”. In alternativa, mi era stato proposto dal nostro presidente di accompagnarlo ad una gara di trail. Ho partecipato così ieri, per la prima volta, alla “Traversata dei Colli Euganei”, un trail che si corre sui colli di “casa nostra”, del quale avevo sentito parlare da alcuni atleti del mio gruppo. Si sa che a queste competizioni i ritmi e i tempi di gara poco importano (almeno per noi corridori amatori), per cui mi ero prefissato di completare la corsa come un allenamento di “lungo”, giusto per ritrovare un po’ il peso forma perduto nell’ultimo mese. Purtroppo da venerdi ho cominciato ad accusare un dolore al ginocchio destro che non presagiva nulla di buono (probabilmente si tratta di una infiammazione), ma per non fare un torto a Daniele che aveva dovuto chiedere un favore in veste di presidente del nostro gruppo per ottenere un pettorale (le iscrizioni erano ormai chiuse già da una setttimana), ho deciso comunque di affrontare questa prova.

 

Ritrovo e partenza alle 6, giusto quando una pioggerellina cominciava a cadere ….su tutti i miei dubbi. Durante quasi tutta l’ora di viaggio la pioggia si fa più insistente, e noi potevamo solo sperare( come avevano comunque precisato le previsioni meteo) che al più presto tornasse il bel tempo.

Arrivati in zona partenza, tappa al bar del centro parrocchiale, che ospitava tutta la logistica, per il classico caffè e ritiro dei pettorali.

Dopo esserci cambiati, un po’ indecisi sul come vestirci visto che il clima non si era ancora stabilizzato( il sole stentava ancora a prender forza e spirava un venticello un po’ fastidioso), ci rechiamo in zona partenza per la punzonatura. Qui troviamo Romano, armato di camel-back e bastoncini da nord-walking, che voleva provare a percorrere l’intera distanza a passo spedito.

Pronti, partenza e via: un cordone umano (le cifre parlano di circa 600 atleti partecipanti) che comincia lentamente ad avventurararsi tra i sentieri del percorso. Decido di cominciare stando al passo con Daniele (che a sua volta stava seguendo il pacer delle +o-6 ore), e per i primi km, volente o nolente, il ritmo è uguale per tutti, visto l’impossibilità di sorpassare. Arrivate le prime salite un po’ più impegnative, il cordone comincia ad assotigliarsi sempre di più. Considerato che il dolore al ginocchio(almeno in salita) non mi disturbava eccessivamente, decido di procere ad un ritmo maggiore, tenendo comunque sempre presente che mi sarei dovuto gestire per concludere l’intera distanza di 42km. Il percorso si presenta molto impegnativo: la pioggia caduta in mattinata aveva reso i sentieri mooooolto fangosi, al punto di rischiare ad ogni passo di lasciare per strada una scarpa trattenuta dal fango. Mentre procedo, penso al momento in cui compriamo le nostre scarpe da gara e valutiamo il peso in grammi di quest’ultime, e sorrido al fatto che pur portandone un paio tra le più leggere, con tutto quel fango attaccato le mie ora pesano almeno un kg l’una.

Verso la metà del percorso raggiungo i pacers delle +o- 5,30h, dove ritrovo alcuni amici di Venezia conosciuti alla maratona di Berlino. Rimango un po’ con loro, ma col passare dei km mi rendo conto quanto sia diverso il tipo di corsa di un trailer con quello di uno stradista come me: loro vanno più lentamente in discesa ma tengono un ritmo notevolmente superiore al mio in salita. Decido perciò di procedere con una corsa che a me viene più naturale, li saluto e continuo per la mia strada. Arrivo finalmente all’ultima salita, attorno al 35°km, le gambe ormai non ubbidiscono più alla mia volontà, procedo per inerzia con i piedi doloranti dalla fatica, ma mi rincuora il fatto che a breve avrei concluso la mia prova. Finalmente l’ultima discesa, incredibile ma vero il pezzo più impegnativo del tracciato: il sentiero è molto ripido, e la lucidità nell’appoggiare i piedi nonchè i riflessi nel saltare gli ostacoli vengono compromessi dalla stanchezza. Attento a non farmi male proprio alla fine, e considerando che a queste gare un minuto in più non cambia nulla, giungo finalmente in vista del traguardo, stanchissimo ma felice di avere concluso un’impresa nel miglior modo che alla partenza avrei potuto immaginare.

Fermo l’orologio a 5h04’58” , un tempo tutto considerato non male.

Ritiro il pacco gara, mi ristoro cercando di recuperare in parte le energie spese, doccia quasi calda, e dopo un’oretta mi siedo al sole (che nel frattempo cominciava a farsi sentire) ad aspettare Daniele. Comincio a preoccuparmi quando vedo arrivare il pacer delle 6h, quando il timer segna 6h30′ e il presidente non arriva. Inganno il tempo assistendo alle premiazioni (il primo ha impiegato poco più di 3h32′ ), e finalmente vedo arrivare il mio compagno d’avventura. Decidiamo, dopo che anche lui si era rifocillato e cambiato, di aspettare anche l’arrivo di Romano. Arriverà dopo un’oretta, quando il cronometro segna 7h40′ circa, assolutamente non male considerando che ha camminato per tutto il percorso.

Alle 15.15′ partiamo alla volta di casa, molto stanchi ma entrambi contenti di aver portato a termine una prova che per noi, abituati a correre “sul lungomare”, richiedeva un impegno non indifferente

Renzo Ranzato

Sito Traversata dei Colli Euganei:

http://www.traversatacollieuganei.it/public/news.php

Sito con 191 Foto della corsa di Gaggio

http://picasaweb.google.it/CorriGaggioCorri/TCE2010#

Sito con 845 Foto grazie a Modena Corre

( A destra su Elenco degli album)

http://www.modenacorre.it/smoothgallery/gallery.aspx#

Scritto da |2010-04-12T12:26:25+00:0012 Aprile 2010|News|1 commento